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Siamo giunti all'ottava edizione, un po' affannati per via della ‘spending review', che stava per colpire anche noi. Ci siamo salvati perché le istituzioni di questa città credono nella validità di Horti Tergestini, che non è solo occasione di riunire persone che si piacciono per ‘natura', in senso stretto e largo, ma è anche un volano economico. Non ci stancheremo mai di ripeterlo: l'Inghilterra fa milioni di sterline col giardinaggio e così possiamo fare noi, con gli euro, con le lire o con i dobloni, purché si comprenda che il nostro oro e i nostri diamanti sono nella terra e nel letame, nei giardini e nei campi (in-de-lo-ca-li-zza-bi-li…).
E a proposito d'Inghilterra, proprio da quel Paese viene il nostro ospite d'onore, il garden designer Daniele Altieri. Un altro cervello in fuga? Embè, sì. Da Capriva del Friuli è andato a far giardini in Gran Bretagna e financo in Giappone. E ci racconterà lui stesso di come un biologo possa ‘nel mezzo del cammin di nostra vita' lasciar tutto per seguire un sogno e realizzarlo.
Un altro sogno sembra quest'anno l'arrivo della primavera. L'inverno non è stato clemente e sta durando da troppo tempo ma, a leggere le lezioni dei grandi maestri, si scopre che anche nella brutta stagione possiamo creare fascino in giardino. Osiamo dire addirittura che un giardino per essere dichiarato bello deve essere giudicato in inverno… d'estate non c'è storia, tutti sono belli, bastano anche solo delle annuali.
E per buona sorte e per la soddisfazione del palato e del portafoglio abbiamo riscoperto gli orti, ma la lezione è sempre la stessa: le file ordinate di verdure sono una vista molto piacevole nella buona stagione, ma le parcelle vuote o semivuote lo saranno anche nella brutta, se rifinite con bordure di salici intrecciati o se tra una parcella e l'altra si staglierà un alberello di rose, o un obelisco di ferro o di legno, dove far rampicare piccole clematidi, nasturzi, una dipladenia o qualche ederina. Anche le mangiatoie a palo infilate nei punti giusti daranno verticalità a spazi piatti e spogli: nell'orto invernale i fiori sono gli uccellini (difficile trovare fiori più belli di una cinciallegra!).
Le cose che Horti Tergestini offre sono dunque tante, ma le più importanti sono senz'altro le idee, che giungono sia dagli espositori che dalle conferenze.
La nostra terra è buona per gli ulivi, piante bellissime che si possono coltivare anche in vaso, ma che non amano la solitudine. Giuliano Foligna dei Vivai Facchini di Fano, che nel 2009 ottennero il premio ‘Mérites de Courson', ci svelerà tutti i trucchi per la loro riuscita.
Un fiore che di vista conosciamo tutti è il garofanino. Ma quanti ce ne sono? Tanti, come potremo constatare grazie alla collezione di Alessandro Magagnini, che li definisce piante facili per posti difficili, difficili come un tetto da inverdire. Di questo ci parlerà Maurizio Crasso, che lavora per una ditta triestina che fa tetti verdi in giro per tutta Europa e che, sperabilmente, li farà anche a Trieste.
E un occhio di riguardo lo abbiamo da sempre per i ragazzi. Nell'ambito del progetto OrtiTrieste del Comune sono previsti laboratori ludico-didattici non stop: il gioca-orto, il seme-baratto, il riconoscimento del canto degli uccelli e molto altro (consigliata una capatina al sito www.ortitrieste.it .
A Horti Tergestini sarà lanciato il concorso fotografico “L'albero del cuore”, aperto a tutti ma il cui vero obiettivo sono le nuove generazioni. Dobbiamo renderli consapevoli che amare gli alberi significa amare e difendere la qualità della loro vita . E ultimo ma non ultimo i libri per iniziare la biblioteca verde.
Ma ci saranno anche quelli per gli adulti, e tra questi “La rosa che c'è”, che diventa anche pretesto per ragionare di beni pubblici, ambiente e bellezza.
Continua la cooperazione coi musei universitari, con la LIPU, con il mini mu. Non mancheranno le occasioni di ‘apprendistato' sulle orchidee, sui bonsai, sul compostaggio, sulle ‘erbacce' commestibili, sugli orti sociali urbani, in attesa di una vera e propria Scuola di Giardinaggio, il sospirato “gioiello della corona” del Parco di San Giovanni di Trieste.
L’evento è promosso
e organizzato da:
Associazione orticola del Friuli Venezia Giulia “Tra Fiori e Piante” e Agricola Monte San Pantaleone, cooperativa sociale onlus, con il contributo di AcegasAps, società del gruppo Hera - La Collina, cooperativa sociale; in collaborazione con Provincia di Trieste, Comune di Trieste, Azienda
per i Servizi Sanitari n° 1 “Triestina” -
Università degli Studi di Trieste |
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